Articoli su Pratica e Attività legate alla Psicomotricità

Neonati dai 6 ai 9 mesi: cosa fanno

Avete l’impressione che il vostro bimbo stia crescendo sempre più in fretta e impari ogni giorno cose nuove? Avete ragione. Non c’è che dire.
Negli articoli precedenti abbiamo visto:

oggi, invece, ci chiediamo: i neonati dai 6 ai 9 mesi cosa fanno?
Per chi di voi sta seguendo l’evolversi di questo blocco di articoli che riguarda lo Sviluppo Psicomotorio del bambino nel primo anno di vita, consiglio saltuariamente di andare a rileggere i vecchi articoli perché, anche se il bimbo non ha più 4 mesi per esempio, ci possono comunque essere spunti e stimoli interessanti.

Neonati dai 6 ai 9 mesi: fasi dello sviluppomamma-e-bambino

Questo è il trimestre in cui il neonato raggiunge la posizione a sedere. Dapprima traballante, poi mano a mano sempre più sicura. Questo è il periodo in cui comincia a diventare sempre più evidente cosa interessa e diverte di più i vostri bimbi. Come spesso racconto ai genitori nei bimbi, come in tutti noi, sono presenti due differenti tipi di motricità:

  •  Motricità di posizione: che riguarda tutte le attività che faccio stando a sedere. Mi riferisco, per esempio, a giochi che riguardano la manualità, utilizzo e sperimentazione con oggetti; oppure giochi di relazione. La posizione a sedere è una posizione di apertura, di conseguenza, ben predisposta all’altro, agli scambi di sguardi, ai dialoghi sonori con scambi di vocalizzi, ecc.
  •  Motricità di spostamento: come dice la parola stessa riguarda tutte le attività e i tentativi di spostamenti di posizione (pancia sopra, pancia sotto, rotolo, gattonamento, saltellamento sul sedere) e di esplorazione dello spazio.

Per cui la risposta alla domanda: Cosa fanno i neonati dai 6 ai 9 mesi?
È in realtà esattamente questa: scoprono cosa piace loro di più tra queste due aree di attività e lo provano, riprovano e risperimentano continuamente.

Che attività possiamo proporre ai neonati dai 6 ai 9 mesi?scoprire

È molto importante, in questo periodo in modo particolare, far percepire al bambino il messaggio che lo osserviamo e guardandolo lo conosciamo e capiamo alcune cose di lui. Sono messaggi non verbali molto importanti all’interno dei quali il bambino si sente accolto e visto! Per dare messaggi di questo tipo è importante che osserviamo cosa interessa di più al bambino e gli diamo stimoli che rientrano nella sua area di interesse. Per esempio: se al nostro bimbo interessa la motricità di spostamento ed è nella fase di scoperta dello spazio e del movimento, sicuramente non dovrò mettergli davanti dei cubi per costruire una grande torre.
Non gli interessa e il rischio sarà quello di farlo sentire incompreso.
Un po’ come se a me, che sono l’anti tecnologia fatta a persona, per il mio compleanno mi regalassero l’Ipod di ultimissima generazione o chissà cos’altro che, probabilmente, non riuscirei nemmeno ad accendere.
Il mio primo pensiero sarebbe “Ma allora non mi conosci per niente!”.
Ecco, è esattamente la stessa cosa.
Le nostre azioni parlano e raccontano di noi, già dai primi mesi di vita. Osservare le persone che amiamo e agire in base a ciò che abbiamo osservato è decisamente come confermare che “Si! Ti ho guardato. Ti ho ascoltato!”

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Raccontatemelo!

La vostra esperienza potrebbe essere utile anche ad altre mamme!
Se vi sono piaciuti gli spunti che vi ho dato in questo articolo e ne volete altri, magari anche più pratici,  li trovate tutti nel mio ebook.