Rubrica di Domande e Risposte su Pedagogia e Psicomotricità a cura dell'esperta Marcella Ortali

Come comportarsi con i figli che non disegnano

Condivido, all’interno della rubrica “Domande e Risposte”, la lettera di una delle tante mamme che mi scrivono per chiedermi come comportarsi con i figli che non amano disegnare. Bambini e genitori devono avere i loro obiettivi educativi da perseguire e non sempre sono gli stessi che si hanno a scuola. In quanto pedagogista mi sento di sottolineare come la scuola e la famiglia siano entrambe agenzie educative il loro compito, però, non deve essere identico ma complementare.

Ringraziando questa mamma per avermi scritto, condivido con voi i suggerimenti che ho dato a lei.

  • Mio figlio non ama disegnare
  • Genitori e figli istruzioni per l’uso

Mio figlio non ama disegnareaiuto

“Buonasera dottoressa,
La disturbo perché ho bisogno di un parere.
Io ho un bimbo di 4 anni che va alla materna da 2 anni.
L’ anno scorso è andato tutto bene quest’anno, che hanno cominciato a fare cose più laboriose, va un po’ meno bene.
La maestra mi dice sempre che non ha voglia di colorare e che vuole sempre giocare.
Allora io tutte le sere mi siedo accanto a lui e coloriamo insieme.
Quando non riesce a colorare bene si arrabbia, ma credo sia normale.
Inoltre parlo con lui sempre e gli dico che prima si deve colorare poi si può giocare.
Ora mi ha detto la maestra che la cosa è cambiata e cioè che se lei è presente lui colora, appena lei si allontana lui non termina il disegno.
Io non so come aiutarlo perché già stiamo disegnando e colorando tutte le sere.
Cosa posso fare ???
Mi aiuti.
Grazie”

Genitori e figli istruzioni per l’uso

Buongiorno,

probabilmente “l’inghippo” sta nella motivazione al disegnare. Mi sembra che lui lo stia vivendo come un lavoro e non come un gioco “prima si deve colorare poi giocare”, “… se lei è presente colora appena si allontana non termina il disegno”. Il passaggio dal gioco al disegno, di per sé, non è un passaggio semplice perché il bimbo dovrà cominciare a produrre qualche cosa che lascerà un segno e che, se “sbagliato, brutto, inadeguato”, sarà visibile a tutti. Il bimbo dovrà, quindi, fare i conti con il suo senso di inadeguatezza. Ciò che può cambiare la percezione dell’atto del disegnare è solo la motivazione. Se il momento del disegno riesce a diventare un momento ludico, piacevole e divertente, indipendentemente dal contenuto, il bimbo si approccerà a quel nuovo “gioco” molto più volentieri. Non dobbiamo, inoltre, sottovalutare o dimenticare che per i bimbi molto motori stare seduti a disegnare richiede uno sforzo fisico notevole perché il loro corpo, che tanto ama muoversi, deve controllarsi e stare fermo. Molte delle loro energie, quindi, viene concentrata su questa attività di controllo corporeo, ecco perché dopo un po’ può succedere che dichiarino di essere stanchi.

La motivazione crea le fondamenta per gli apprendimenti.
I bimbi imparano molto più facilmente giochi psicomotoriciò che interessa loro e non ciò che interessa noi.

Per cui, il consiglio che le posso dare io è: lasci che a scuola lavorino sui contenuti del disegno, lei invece “lavori” sulla motivazione. Le emozioni dei bambini spesso vengono fuori nei loro disegni.

  • Viva ogni disegno che il bimbo fa, o porta a casa da scuola, come un meraviglioso quadro,
  • lo appenda in cucina, ne parli elogiandolo con i parenti,
  • non faccia vivere al bimbo il disegno come un compito da fare ma come un gioco,
  • istituite il gioco: “I grandi quadri di famiglia” da fare la domenica tutti insieme. Giocate a colorare usando colori a dito, pennelli, spugne, ecc. Fategli vivere il momento del disegno come una splendida attività domenicale di famiglia, come andare al parco o mangiare la pizza sul divano.

Lasci che la scuola pensi al contenuto mentre voi pensate al vissuto!

I vostri bimbi amano disegnare? Raccontatemelo!