Articoli teorici sulla Pedagogia

Bambini e Sport: Cosa, come e perché

Mi capita spesso di notare, quando i genitori vengono a colloquio da me, come sia facile confondere l’attività sportiva degli adulti con quella dei bambini pensando, erroneamente, che possano essere la stessa cosa. Se per un adulto l’attività sportiva può essere considerata e vissuta come qualcosa di agonistico e competitivo ci rendiamo conto come, per un bambino, questa non possa essere la modalità più adeguata per vivere un’attività motoria.

Come comportarsi: Sport Si oppure Sport no?giocare

Le scelte che dovrebbero avvicinare bambini e sport, per lo meno nella fascia d’età che comprende le scuole elementari, dovrebbero riguardare l’area dell’educazione della persona e non l’area dell’addestramento o dell’allenamento fisico. Con questa mia riflessione non voglio assolutamente criticare l’avviamento precoce dei bambini allo sport voglio, invece, sottolineare come un approccio differente, da parte dell’adulto, abbia per i bambini una maggiore valenza educativa. Faccio dell’approccio motorio, nello specifico psicomotorio, la base del mio metodo di lavoro per cui non posso che essere favorevole ad incentivare l’utilizzo del corpo come canale educativo ed esperienziale privilegiato per il bambino. Dobbiamo, però, ricordarci e non perdere di vista che per lui l’attività motoria è e dovrebbe essere proprio e solo questo: esperienza, divertimento e luogo di apprendimenti.

Bambini e sport dovrebbe essere un’accoppiata i cui sinonimi potrebbero essere: relazioni e gioco, apprendimento e regole, disciplina e divertimento, e non come più spesso succede: vincere e perdere, bravo e non bravo, capace e non capace.

Quale sport scegliere?

Se abbiamo superato lo scoglio di: bambini e sport = vittorie e campioni, allora siamo prontissimi a porci il problema di capire quale attività sportiva possa essere più adeguata a lui/lei. Perché sicuramente non staremo più sognando ad occhi aperti di avere davanti a noi il nuovo Del Piero o la nuova Carla Fracci. Vero?golf

Bene, se siamo pronti a riconoscere quanto detto finora, cioè che:

  • lo sport per gli adulti è diverso da quello per i bambini,

  • l’attività sportiva precoce è un’attività educativa e non un addestramento fisico,

  • bambini e sport non deve essere equiparato a: campioni e vincere,

allora saremo prontissimi a riconoscere che non dobbiamo essere noi a decidere quale attività sportiva dovrà fare nostro figlio in base ai nostri interessi ma possiamo capire quale potrebbe essere più adeguata e funzionale per lui, ragionando da un punto di vista prettamente Educativo. Quindi partiremo, sicuramente, dai loro interessi cercando, però, di indirizzarli verso qualcosa che sappiamo essere adeguato a loro.

Mi spiego meglio facendo un esempio:

Carlo era un bimbo di prima elementare, molto energico, con qualche difficoltà a controllarsi nei movimenti (a causa di questa elevata energia) e nelle reazioni con i compagni (a causa di una bassa autostima non riusciva ad accettare la frustrazione e il rifiuto ai quale reagiva, in genere, fisicamente con spinte o qualche calcio). I genitori per assecondare una sua richiesta decidono di mandarlo a calcio dove vanno molti suoi compagni di classe. Purtroppo Carlo rientra dagli allenamenti sempre molto teso e arrabbiato. I compagni non gli passano la palla perché dicono che non è capace, durante le partite il Mister lo lascia sempre in panchina. E’ già capitato che desse qualche spinta ai compagni a fine allenamento.

Carlo non è un bimbo diverso da tantissimi altri, non è un bimbo aggressivo, né tanto meno cattivo. Semplicemente Carlo non è pronto dal punto di vista fisico, così come dal punto di vista emotivo ad un gioco di squadra finalizzato ad una competizione (in questo caso partita della domenica e posto in squadra).

I bambini escono dal loro egocentrismo evolutivo e sono emotivamente pronti ad un gioco di squadra, in teoria, intorno ai 7 anni. In realtà, però, come ben sappiamo ciascuno di noi è differente dagli altri e così, come qualcuno può essere pronto prima altri lo sono più tardi. Per cui, essere immersi in un contesto per il quale non sono ancora pronti dal punto di vista PsicoMotorio può rendere l’esperienza frustrante e particolarmente difficile.

Lo sport è come se fosse un vestito: non necessariamente se è taglia 8 anni va bene a tutti bambini di 8 anni! Sceglietelo valutando con cautela e consapevolezza se è della “misura” giusta per vostro figlio!

Voi cosa ne pensate? Chi ha scelto e in che modo lo sport per i vostri figli?