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Bambini e Cibo: strategie per superare le crisi

Quante volte abbiamo detto, oppure ci hanno detto: “Non si gioca con il cibo!”. Siamo proprio sicuri che dal punto di vista della pratica Educativa questa affermazione sia corretta?

Ricordo che mia mamma mi raccontava di quanto, fino all’età adulta, avesse profondamente odiato il minestrone di verdure o la passata di verdure, in quantopietanze sane” imposte dai genitori. Superata l’età in cui si accettano le imposizioni familiari con difficoltà, più per definizione della propria identità che per reali convinzioni, ha potuto assaggiare queste minestre con un palato libero da ogni pregiudizio o rivalsa identitaria. Oggi, parecchi anni dopo, il minestrone di verdure è uno dei piatti preferiti da mia madre.

Questo aneddoto familiare vuole semplicemente darci uno spunto per guardare con occhi diversi l’accettazione o meno del cibo perché non sempre c’entra realmente con il gusto. Il tema bambini e cibo è complesso. A volte l’imposizione può portare a risposte negative che riguardano più la non scelta piuttosto che l’accettazione o meno del cibo che abbiamo davanti. Effettivamente, se ci pensiamo, ogni volta che portiamo la cena in tavola stiamo “imponendo” una nostra scelta. Certo questo avviene per praticità, siamo indaffarate tra casa, lavoro e figli e non siamo certamente un ristorante che ha la possibilità di mettere in tavola un menù su cui scegliere però, se a tavola con noi siede un bambino che non accetta tutti i cibi che gli proponiamo (in genere il problema avviene principalmente con frutta e verdura) potrebbe valere la pena provare delle strategie alternative.bambini--cibo

Quali strategie adottare nell’eterno dilemma: bambini e cibo?

  • La possibilità di scegliere potrebbe essere un’ottima strategia. Ovviamente la scelta va proposta tra 2 cose e non di più. Devono essere pietanze proposte da noi adulti altrimenti rischiamo che le risposte vertano sempre attorno a pizza, gelato, patatine e giù di li. Il bambino sentendosi chiamato in causa non vivrà più la proposta dell’adulto come un’imposizione ma come una sua scelta.

  • Molte volte il bambino non ama mangiare ciò che non conosce per questo è di fondamentale importanza dare ai bambini la possibilità di conoscere, attraverso l’esplorazione sensoriale e l’esperienza, il cibo che in genere viene rifiutano. In questo senso sono molto funzionali i laboratori di cucina durante i quali i bambini si divertono e l’esplorazione sensoriale passa attraverso tutti i canali: tatto, olfatto, gusto, vista.

  • Vivere il pasto come un momento ludico e di importante condivisione familiare. I bambini che non amano stare a tavola e mangiare, probabilmente, vivono il momento del pasto come un evento frustrante e negativo, se si comincia a modificare il vissuto emotivo di quel momento il bambino, probabilmente, lo accetterà più volentieri. Raccontare fiabe, fare giochi di parole, inventare filastrocche e canzoncine o tutte le attività che ci vengono in mente da poter fare a sedere attorno ad un tavolo.

  • Fare insieme” o “Fare per”. Preparare insieme ricette artistiche, colorate e divertenti come contorni o merende, da mettere in tavola e poi mangiare insieme, potrebbe essere un altro ottimo stratagemma per i bimbi restii ad avvicinarsi a frutta e verdura. 2014-10-04 17.42.38-1

Seguendo alcuni di questi consigli l’accoppiata bambini e cibo potrebbe non essere poi così ostica!

In fin dei conti mi viene da concludere la mia riflessione di oggi con una frase estrapolata da un articolo tratto dalla Rivista Pedagogika:

Non si gioca con il cibo ma si può giocare mangiando”.

Siete d’accordo?