Domande e Risposte su Pedagogia e Psicomotricità

Ansia nei bambini: come comportarsi

Cara dottoressa,

sono un po’ preoccupata per il mio bimbo di 6 anni che frequenta la Prima Elementare. In classe a volte rimette e a detta delle maestre appare molto ansioso. A casa è un bimbo normalissimo che gioca, fa i compiti e va a dormire tranquillamente. Quando le maestre mi hanno riferito questo suo disagio ho cominciato a fargli delle domande ma nessuna delle sue risposte mi ha aiutata a capire meglio a cosa fosse dovuto il suo malessere. Oltre tutto, a livello didattico, è davvero molto bravo. Gli passerà quest’ansia? Come posso aiutarlo? Devo ignorare davanti al bambino questo suo disagio?”aiuto

Buongiorno,

ovviamente non conoscendo il suo bimbo le risponderò basandomi sulle cose che lei mi ha raccontato. Da quello che mi dice il bimbo vive situazioni di stress e ansia all’interno della scuola e a casa no. Questo è positivo e molto normale. Il fatto che in classe, a volte, gli capiti di rimettere ci racconta uno stato emotivo che, a quanto pare, è delimitato ad alcuni momenti scolastici. Non so se questo succedeva anche alla Scuola dell’Infanzia ma una cosa che dico sempre ai genitori è di tenere presente che la prima elementare è, a mio parere, uno dei passaggi scolastici più complessi.

I bambini passano da una quotidianità scolastica di “corpo vissuto” (durante la scuola materna) ad una struttura scolastica in cui il corpo è, quasi, di disturbo e lo sviluppo cognitivo comincia ad avere tutta l’attenzione e la priorità.

Arrivano i primi scogli da superare, i primi giudizi, le prime reali difficoltà. I bimbi più sensibili, in genere, accusano un po’ di più ma, con il tempo, questa ansia nei bambini passa da sola.

Non mi stuferò mai di ripetere che le emozioni vanno allenate e l’unico modo in cui un bimbo può superare certe emozioni è quello di viverle, per poi riconoscerle e superarle.

Un aiuto può essere quello di dargli un rimando di ciò che lei vede, per esempio: “Vedo che hai rimesso, io penso che possa dipendere dal fatto che sei preoccupato (o triste, ecc)…” e poi rassicurarlo. Le sue parole non saranno un aiuto diretto nel superare la crisi causata da questa forte emozione, perché solo lui con il tempo e l’esperienza riuscirà a farlo, però daranno voce ai suoi sentimenti e gli faranno da specchio per ciò che gli sta accadendo. Lui ancora non riesce a dare un nome a tutte queste nuove emozioni, in questo modo lo farà lei per lui.

Voi come affrontate l’ansia nei bambini, quali strategie utilizzate?